CASI CLINICI

CRURALGIA

CRURALGIA

Uomo 59 anni, dolore alla parte esterna del gluteo sinistro che scende nella parte mediale della coscia, ginocchio e gamba, fino al piede. Il dolore non è intenso ma continuo dal ginocchio fino al piede da oltre 10 anni. Racconta che il dolore al gluteo e alla coscia si presenta a fitta soprattutto in correlazione a camminate in montagna oppure quando si alza dal divano dopo che è rimasto nella solita posizione per qualche decina di minuti.

CRURALGIA

Donna 90 anni, diabetica, in buone condizioni psico-fisiche, presenta una lombalgia che non sopporta più e chiede un trattamento per evitare l’assunzione di una enorme quantità di antidolorifici. 

CRURALGIA

Donna 61 anni, impiegata, lamenta dolori invalidanti che le impediscono di lavorare serenamente e che non riesce più a sopportare. Racconta di episodi di dolori iniziati anni prima, all’inizio sopportabili ma che sono andati progressivamente a peggiorare in intensità. Il dolore è costante ma si aggrava a seguito di movimenti banali quali, ad esempio, l’alzarsi dalla sedia. Non riesce a dormire serenamente.
Il dolore è localizzato a livello lombare, sopra la coscia e nella gamba sinistra, insieme a un dolore meno intenso ma sempre presente a livello della gamba destra. Nel corso della visita riscontro una cruralgia sinistra associata a una lombo-sciatalgia bilaterale.

CRURALGIA

Paziente donna 72 anni, insegnante in pensione, ha subito una isterectomia totale, ipotiroidea, ipertesa in trattamento. Si presenta alla visita lamentando un forte dolore sulla faccia anteriore della coscia destra e alla fascia lombare, dolore insorto da 6 mesi. Associa la comparsa della sintomatologia a uno sforzo per spostare un mobile pesante. Descrive la sintomatologia dolorosa come “un punteruolo a livello della faccia anteriore della coscia vicino al ginocchio quando mi alzo dalla sedia; lo sento partire dalla schiena”. La paziente riferisce che il dolore è presente quando sale e scende le scale ed ha difficoltà a stare seduta in macchina, ma in posizione eretta tende a scomparire.
Mi mostra una risonanza magnetica che presenta varie alterazioni al rachide lombare, fra cui una protrusione a livello di L3-L4.
All’esame obiettivo presenta il segno di Wasserman positivo a destra. Deficit di grado 4 su 5 ed evocazione di dolore all’estensione della coscia sul bacino contro resistenza. Differenza di sensibilità alla puntura di spillo nel territorio di innervazione riferibile alla radice di L3-L4 a destra.

Inserisco la paziente nel protocollo terapeutico, associando le terapie alle indicazioni del caso. Dopo le prime terapie la paziente riferisce una riduzione della componente dolorosa. All’esame obiettivo, alla fine del ciclo terapeutico, riscontro una normalizzazione della sensibilità bilaterale associata ad una scomparsa del deficit del quadricipite femorale.