Sistema nervoso e sonno

Sonno disturbato, difficoltà ad addormentarsi e risvegli notturni possono essere legati a un’alterazione dell’equilibrio del sistema nervoso.

Il sonno rappresenta uno dei principali meccanismi di recupero dell’organismo e, in particolare, del sistema nervoso.

Quando il sistema nervoso rimane per lungo tempo in una condizione di iperattivazione, possono comparire diversi disturbi del sonno. Questo può accadere in presenza di dolore cronico, situazioni di stress prolungato oppure quando alcune fibre nervose rimangono in uno stato di irritazione persistente.

Tra i disturbi più frequentemente riferiti vi sono:

  • difficoltà ad addormentarsi
  • risvegli notturni frequenti
  • sonno leggero o non ristoratore
  • risveglio precoce al mattino.

In molti casi questi disturbi non dipendono da una vera patologia del sonno, ma da un alterato equilibrio dell’attività del sistema nervoso

Come il sistema nervoso regola il sonno

Il sonno non è semplicemente “spegnere il cervello”.
È il risultato di complessi meccanismi di regolazione che coinvolgono diverse aree del sistema nervoso.

Per addormentarsi è necessario che il sistema nervoso riesca a passare progressivamente dallo stato di vigilanza a uno stato di rilassamento. Quando questo passaggio avviene con difficoltà, il processo di addormentamento può diventare più lento e il sonno più frammentato.

Nella fase che precede l’addormentamento si osserva spesso una maggiore presenza delle cosiddette onde alfa, tipiche degli stati di rilassamento e della transizione tra veglia e sonno.

Quando il sistema nervoso è in equilibrio, questo passaggio avviene in modo naturale. In condizioni di stress prolungato o di irritazione delle strutture nervose, invece, può diventare più difficile.

Il ruolo della neuromodulazione

La neuromodulazione con microcorrenti è una tecnica non farmacologica utilizzata per favorire il riequilibrio dell’attività del sistema nervoso.

Attraverso stimolazioni elettriche di intensità molto bassa, il trattamento agisce sui circuiti bioelettrici coinvolti nella regolazione del sistema nervoso e può contribuire a:

  • ridurre l’iperattivazione delle fibre nervose
  • riequilibrare l’attività bioelettrica del sistema nervoso
  • favorire una maggiore stabilità dei meccanismi di regolazione neurologica.

L’azione della neuromodulazione può quindi coinvolgere sia il sistema nervoso periferico sia i meccanismi di regolazione centrale, che partecipano al controllo dei ritmi sonno-veglia.

Nella pratica clinica si osserva frequentemente che questo riequilibrio può favorire una maggiore facilità nell’avvio delle fasi di rilassamento che precedono il sonno.

Stress e qualità del sonno

Lo stress prolungato può mantenere il sistema nervoso in uno stato di attivazione continua.

Quando questo accade è più difficile per l’organismo passare dallo stato di allerta alle fasi di rilassamento necessarie per l’addormentamento.

In queste condizioni possono comparire:

  • difficoltà ad addormentarsi
  • pensieri persistenti prima di dormire
  • sonno superficiale
  • risvegli notturni frequenti.

Il riequilibrio dell’attività del sistema nervoso può contribuire anche a ridurre l’impatto che lo stress esercita sul sistema nervoso, facilitando l’ingresso nelle fasi iniziali del sonno. 

Cosa si osserva nella pratica clinica

Durante il trattamento di pazienti con dolore neuropatico o nevralgie, alcuni riferiscono anche un miglioramento della qualità del sonno.

Tra i cambiamenti più frequentemente riportati vi sono:

  • maggiore facilità ad addormentarsi
  • riduzione dei risvegli notturni
  • sonno più profondo
  • sensazione di riposo più efficace al mattino.

Questi miglioramenti possono comparire anche nelle prime sedute.

Quando il paziente soffre anche di dolore neuropatico, la riduzione del dolore può naturalmente contribuire ulteriormente a migliorare la qualità del sonno.

Un approccio non farmacologico

Questo tipo di approccio non utilizza farmaci e non ha lo scopo di sostituire eventuali terapie prescritte dal medico curante o da specialisti del sonno.

In alcuni pazienti il miglioramento della qualità del sonno può contribuire, nel tempo e sotto controllo medico, anche a ridurre la necessità di farmaci per dormire.

I disturbi del sonno possono tuttavia avere molte cause diverse. Per questo motivo è sempre importante una valutazione medica per escludere eventuali patologie specifiche del sonno,
contattaci per una valutazione.

Quando il trattamento non può essere effettuato

Per ragioni di sicurezza la neuromodulazione non può essere utilizzata nei pazienti portatori di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantabili.

Approfondimenti clinici sul sonno

Il sistema nervoso può influenzare il sonno?

Sì. Il sonno dipende da complessi meccanismi di regolazione del sistema nervoso. Quando il sistema nervoso rimane per lungo tempo in una condizione di iperattivazione, può diventare più difficile passare dallo stato di vigilanza alle fasi di rilassamento che precedono l’addormentamento. Questo può portare a difficoltà ad addormentarsi o a un sonno più frammentato.

Lo stress prolungato può mantenere il sistema nervoso in uno stato di attivazione continua. In queste condizioni l’organismo fatica a ridurre il livello di vigilanza necessario per iniziare il sonno. È una delle cause più comuni di difficoltà ad addormentarsi o di risvegli notturni frequenti.

Il dolore neuropatico può interferire con la qualità del sonno per diversi motivi. Oltre alla presenza del dolore, l’irritazione delle fibre nervose può contribuire a mantenere il sistema nervoso in uno stato di maggiore attivazione, rendendo più difficile il rilassamento necessario per addormentarsi.

La neuromodulazione con microcorrenti agisce sui circuiti bioelettrici coinvolti nella regolazione del sistema nervoso. Favorendo un riequilibrio dell’attività nervosa, in alcuni pazienti può facilitare il passaggio verso gli stati di rilassamento che precedono il sonno. Nella pratica clinica alcuni pazienti riferiscono una maggiore facilità ad addormentarsi o una qualità del sonno migliorata.

No. La neuromodulazione è un approccio non farmacologico. Il trattamento utilizza stimolazioni elettriche di intensità molto bassa per modulare l’attività del sistema nervoso.

La stimolazione utilizzata è di intensità molto bassa e generalmente ben tollerata. Nella pratica clinica non sono stati osservati effetti collaterali rilevanti. Tuttavia, come per qualsiasi trattamento medico, è sempre necessaria una valutazione clinica individuale.

Per motivi di sicurezza la neuromodulazione non può essere utilizzata nei pazienti portatori di pacemaker o di altri dispositivi elettronici impiantabili.