Il Metodo Montani:
approccio integrato al dolore neuropatico

A tu per tu con i dispositivi

I trattamenti sono somministrati attraverso dispositivi statunitensi, strumenti medico-elettronici progettati per la scansione e il trattamento di molteplici condizioni patologiche, inseriti all’interno del mio percorso terapeutico.
Fanno parte di una classe di dispositivi chiamati TENS – stimolazione elettrica transcutanea – che utilizzano l’elettricità per trattare senza in alcun modo bucare o ledere la superficie cutanea.
Tuttavia, a differenza dei comuni dispositivi TENS che si avvalgono di elettricità nell’ordine del milliamperaggio con lo scopo di bloccare temporaneamente i segnali del dolore al cervello, questi dispositivi utilizzano il micro-amperaggio, un livello di elettricità molto più blando e simile al livello di elettricità prodotta e fruita dal nostro corpo, le micro-correnti.
Queste sono spesso identificate come bioelettricità. Le micro-correnti sono normalmente generate dalle cellule viventi e si muovono continuamente attraverso i tessuti viventi. È scientificamente dimostrato che questo livello microscopico di forza corrisponde esattamente alle correnti biologiche naturali. La biotecnologia terapeutica, pertanto, impiegando stessa potenza e intensità, è compatibile con la bioelettricità vivente.

Rispetto ai dispositivi TENS più diffusi, i macchinari di cui mi avvalgo:

non generano calore durante la sessione terapeutica, calore che potrebbe aumentare l’infiammazione a livello del sistema nervoso periferico;

operano con intensità di correnti dell’ordine dei micro-ampere, intensità del tutto equivalenti ai livelli degli impulsi elettrici fisiologici presenti nel nostro corpo. È scientificamente dimostrato che le micro-correnti favoriscono una maggiore produzione di molecole ATP, fonte di energia cellulare, da parte delle cellule stesse;

i dispositivi non si limitano alla emissione di micro-correnti, ma generano un feedback numerico essenziale per l’operatore che può in questo modo monitorare gli effetti della terapia in tempo reale e agire di conseguenza.

Come i dispositivi agiscono sull’organismo.

Questi dispositivi stabiliscono una comunicazione bidirezionale tra i propri circuiti interni e le aree del corpo da trattare.

Il trattamento avviene introducendo minuscole correnti con forme d’onda identiche a quelle dell’organismo. In questo modo si aumenta o si riduce l’attività elettrica anomala del tessuto interessato, a seconda delle necessità, in modo che le cellule possano aumentare l’attività metabolica e svolgere in modo più efficiente il loro lavoro di auto-riparazione.

I risultati sono cumulativi, cioè i benefici si accumulano nel tempo, questo vale sia per il sollievo dal dolore sia per il ritorno alla normale libertà di movimento.
Non ci sono effetti collaterali veri e propri.

Occasionalmente, la sera dopo il primo o i primi trattamenti è possibile avvertire del dolore o del fastidio aumentato nella parte trattata. È normale e, anzi, è un segno positivo perché significa che la terapia sta facendo effetto. Un qualsiasi cambiamento della condizione iniziale, sia positivo che negativo, rappresenta un significativo aumento della percentuale di probabilità di risoluzione della patologia.
Come dispositivo I/O è programmato per acquisire informazioni – Input – dal tessuto tra gli elettrodi e analizzare i dati per individuare eventuali anomalie, quindi configurare ed erogare un’influenza correttiva – Output – in onde quadrate delicate e biologicamente compatibili.

Un trattamento specifico sul singolo caso clinico.

Ogni trattamento viene somministrato a partire dalle condizioni cliniche del paziente. A inizio sessione, infatti, il dispositivo viene tarato sull’impedenza dei tessuti del paziente. In seguito, pongo i due elettrodi a penna sulla cute del paziente per misurare i livelli di conducibilità bio-elettrica del tratto di interesse. Selezionate le corrette intensità e frequenze, procedo immettendo micro-correnti nel corpo del paziente attraverso un elettrodo e recuperando le stesse micro-correnti grazie al secondo elettrodo.
In questo modo si crea un circuito chiuso fra l’individuo e il dispositivo, con un approccio integrato che si inserisce nel più ampio percorso terapeutico.
Per farla breve, il dispositivo riesce a leggere in tempo reale il grado di severità del problema – molto spesso infiammazione – e a rilasciare il corretto dosaggio di micro-corrente sul paziente, in posizione seduta o supina.
Il generico trattamento prevede di solito l’utilizzo di due elettrodi di diverse forme e dimensioni – un elettrodo attivo per l’immissione delle micro-correnti e uno passivo per il ritorno – e di un gel specifico da applicare nella zona di interesse per favorire la conducibilità. L’applicazione degli elettrodi alla cute del paziente e l’immissione di una micro-corrente di test consente di ottenere in tempo reale l’indicazione quantitativa dello stato infiammatorio dell’area presa in esame.
Sulla base di questa indicazione l’operatore decide il livello di potenza e la frequenza delle micro-correnti e avvia il primo ciclo di trattamento – qualche decina di secondi.
Al termine del ciclo, nuovamente, il dispositivo produrrà una seconda informazione quantitativa indicante il risultato ottenuto. A seconda del risultato i cicli verranno ripetuti in maniera analoga oppure modificando i parametri elettrici oppure addirittura la zona di intervento. La durata complessiva del singolo trattamento va da un minimo di 20 a un massimo di 30 minuti.
Grazie ai due dispositivi è possibile somministrare fino a 4 tipologie diverse di trattamenti. A seconda della patologia si definisce una terapia per il paziente che può presentare trattamenti singoli oppure loro combinazioni, come illustrato anche nel lavoro dedicato alla sezione Total Body